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L'indimenticabile e tanto caro al cuore di chi l'ha conosciuto Canonico Camillo Rosset (economo del Priorato dal 1974 al 2003), nel 1999 in occasione della celebrazione dei 300 anni del Priorato così lo definiva:

            C’è una casa, un’istituzione, in Valle d’Aosta, che si evoca con un solo nome – Priorato – e molti capiscono di cosa si tratta.

            I motivi possono essere vari: è una bella costruzione fine Seicento-inizio Settecento, posta in una posizione di grande visibilità all’entrata del Comune di Saint-Pierre; ha una lunga storia: la prima menzione dell’Istituzione risale al 1176; i canonici del Gran San Bernardo la possedettero per svariati secoli, fino al 1852; dopo varie traversie la casa fu acquistata a prezzo di molti sacrifici dalla diocesi di Aosta e adibita a Casa di Riposo per i sacerdoti anziani e malati; per alcuni anni offrì anche asilo ai Missionari Oblati di Maria Immacolata, cacciati dalla Francia.

            Ma il motivo principale, per molte persone l’unico, è il fatto che il Priorato è un Centro di spiritualità, di momenti e di gesti di gratuità, poiché da decenni è la casa degli Esercizi spirituali, dei Ritiri, dei Corsi di aggiornamento, degli Incontri di preghiera e di studio non solo dei sacerdoti e dei Religiosi ma di tante persone, di ogni estrazione sociale e di provenienza anche lontana.

            Il merito riconosciuto del Priorato è certamente quello di favorire, ancora oggi, la preghiera nel silenzio, l’ascolto e l’approfondimento della parola di Dio, il confronto sui problemi che agitano il mondo. Si potrebbe descriverlo come una finestra aperta sull’eterno, sulle realtà non mutevoli, sulle esigenze di Dio a nostro riguardo ed insieme una porta aperta alla pace interiore, frutto della coscienza riconciliata e della contemplazione. Singoli e gruppi testimoniano che, partendo dal Priorato, si porta con sé qualcosa che arricchisce e pacifica, il ricordo di un’accoglienza calda, sorridente e discreta, tanta riconoscenza ed il desiderio di tornare.

          Celebrare, seppur sobriamente, i 300 anni di questa struttura, continuamente rinnovata, non è retorica, ma occasione di riconoscenza verso il Signore, qui accolto nei fratelli, verso tutti coloro che nel passato ed ai nostri giorni rendono possibile un servizio competente verso i sacerdoti anziani, verso le persone che cercano un “ressourcement” spirituale che li aiuti a rispondere sempre meglio alle chiamate di Dio, ad essere fedeli ai loro compiti di cristiani e di cittadini, a vivere la vita di quaggiù con gli occhi rivolti ai beni eterni.